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martedì 13 novembre 2007 |
Pescare in Calabria Il SURFCASTING
Significa, in Inglese, "lancio oltre le onde", ll segreto di questa tecnica sta nella perfetta conoscenza del campo di pesca. Il contatto con la natura è molto e diventa dawero indispensabile conoscere e saper leggere il mare, l'andamento dei fondali, la loro composizione, i giochi di corrente - tutte quelle cose che ci permettono di decidere dove e come lanciare l'esca. Le zone ideali sono rappresentate dalle lunghe spiagge parallele alla costa, caratteristiche dei litorali tirrenici e adriatici; oppure, le distese sabbiose che chiudono ad arco le grandi baie.
Tipica preda da surfcasting, il branzino viene attratto da esche artificiali colorate e lucenti, quali i cucchiaini piumati, ma anche esche naturali sia vive sia morte. Quest'ultime vanno impiegate soprattutto con mare mosso quando il pesce caccia anche nelle ore diurne. II periodo migliore della giornata va comunque dal tramonto alle prime ore del mattino. Si impieghi attrezzatura resistente, poichè questo pesce raggiunge taglie assai grosse.
■ Le canne da surfcasting devono essere lunghe circa 4 m, leggere ed elastiche per favorire al massimo la precisione e la fluidità dei lanci. E' bene scegliere anelli guidafilo a basso coefficiente di attrito. I mulinelli usati sono sia a bobina fissa sia a tamburo rotante.
Ami ed esche vanno scelti in funzione del pesce che si vuole insidiare. Preferire comunque gli ami a gambo lungo per la migliore tenuta dell'esca. Importantissima la scelta dei piombi, che avranno forma piatta o a piramide, peso elevato, mobili o posti in fondo alla lenza.
Spesso i piombi per il surfcasting sono armati di rampini che mantengono ferma l'esca ancorandosi ai fondali. Il terminale è fissato con una girella alla lenza madre, il piombo è posto in fondo, e sopra di esso ci sono due o tre braccioli lunghi circa 30 cm, distanti tra loro 50-60 centimetri.
■ La tecnica consiste nel far poggiare l'esca sul fondo, rimanendo in attesa delle "tocche" delle prede, ogni buca può ospitare più esemplari e quindi deve essere sondata a fondo, spostando l'esca in maniera che vada in ogni anfratto, si sondano poi, una dopo l'altra, tutte le altre buche della scogliera. Attenzione: portarsi sulla persona tutto il necessario così da ridurre al minimo gli ingombri e conferire maggiore agilità al pescatore.
UTILI INFORMAZIONI
E' molto utile, laddove possibile, farsi una buona conoscenza della costa nuotando con maschera e pinne lungo i fondali in cui si vorrà pescare. Utile anche informarsi sull'andamento delle maree, e sulle correnti che si formano al cambio di marea e che sono spesso il segnale per molti pesci che è giunta l'ora di mettersi alla ricerca del cibo.
Questo è vero soprattutto alle foci dei fiumi. Quando il mare è mosso i fondali, soprattutto sabbiosi, vengono sollevati e molluschi, vermi, crostacei disseppelliti richiamano pesci di specie diverse, creando un'abbondanza di cibo che mimetizza facilmente la nostra esca.
■ A questo punto si è pronti per il lancio, effettuato il quale si inserisce la canna nel suo bravo reggicanna e ci si predispone alla paziente attesa, che può anche dimostrarsi lunga. L'abboccata si preannuncia con alcuni evidenti tocchi, poi la lenza si tende piegando con decisione il cimino, segno che il pesce si sta allontanando con l'esca in bocca. Allora si interviene con l'azione di recupero, stancando il pesce e cercando di spiaggiarlo e non tanto di guadinarlo.
II surf-casting è spesso praticato nelle ore notturne, quando cioè numerose specie marine si dimostrano più attive nella ricerca del cibo. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 06 aprile 2008 )
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Scritto da Administrator
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mercoledì 12 maggio 2004 |
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TECNICHE DI PESCA IN MARE
Pescare in Calabria I FILACCIONI
La tecnica con il filaccione uno dei più antichi metodi di pesca, ma anche uno dei piu semplici e meno costosi: bastano infatti circa 50 m di nylon avvolti su una tavoletta di sughero, e un amo. Si utilizza questa tecnica per pescare da coste di tipo basso e roccioso e dalle scogliere artificiali.
Di per sè, la tecnica con il filaccione non ha nulla di complicato. Occorre solo impratichirsi. Vediamo in cosa consiste.
Si innesca l'amo con l'esca (sarda, boga, pezzo di pesce), quindi si svolgono circa 30 m di lenza in spirali ordinate, stando attenti a non calpestarla e creare grovigli. Poi si afferra con la destra (la sinistra se si è mancini) la lenza a circa un metro dall'amo, e si imprime un movimento rotatorio sempre più veloce.
Quando la velocità raggiunta dal movimento è ritenuta sufficiente, si abbandona l'estremità della lenza che allora "volerà " verso l'acqua. Non appena l'esca avrà raggiunto il fondale, bloccheremo la tavoletta di sughero in una fenditura della roccia, in modo da evitare che in momento di disattenzione, strattonando, l'eventuale preda trascini via tutta l'attrezzatura. Poi, con la medesima procedura, si predispongono altri filaccioni a una decina di metri l'uno dall'altro. Quindi, a uno a uno, li si controlla a intervalli piu o meno regolari per vedere se ci sono abboccate.
■ I filaccioni possono essere leggeri o pesanti, a seconda del pesce che si vuole insidiare. I filaccioni pesanti vanno bene per gronghi, murene e gattucci. In questi casi si adopera una tavoletta di una ventina di centimetri, larga 10 e spessa 2, su cui sono awolti una cinquantina di metri di nylon del diametro dello 0,50-0,60. Amo del 6 o 7. E' bene avere disponibili una torcia a pile, un guadino a manico lungo e un retino per tenere le prede.
Nel filaccione leggero cambia lo spessore del nylon (0,35-0,40). E' sempre consigliabile adoperare ami ad artiglio d'aquila o comunque storti, di un numero adatto alla preda che stiamo per insidiare. Poichè adoperiamo attrezzature leggere, occorre zavorrare con un piombo non superiore ai 30 g di peso, cosi da riuscire a lanciare. Attenzione: il filaccione va impiegato in presenza di fondali privi di scogli o di altri ingombri che possono provocate incagli e rotture delle lenze.
■ Quando, controllando i filaccioni lanciali, ne troveremo uno in tensione, daremo anzi tutto un buon strat-tone alla lenza per assicurare l'allamata; poi riprenderemo la tavoletta di sughero e inizieremo il recupero, gio-strando in modo da non determinare strappi che mettano in pcricolo l'integrità del nylon. Dovremo cioè pro-durre un'azione di recupero fluida e continua, facendo sempre attenzione ad awolgere il nylon senza aggrovi-gliarlo. Attenzione: è buona cosa essere in due a praticare questa tecnica, così da guadinare le prede senza troppe difficoltà.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 06 aprile 2008 )
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Scritto da Web Master
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sabato 12 giugno 2004 |
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PESCARE IN CALABRIA PESCATURISNO E PESCA IN CALABRIA
Il pescaturismo è stato regolato da un decreto ministeriale (decreto ministeriale 13 aprile 1999, numero 293 - G.U. n. 197 del 23 agosto 1999) nell’ottica della divulgazione della cultura del mare e della pesca e di tutte quelle attività finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione dell’ambiente costiero che possono servire un pubblico che pratica il turismo sostenibile ad avvicinarsi alla pesca professionale. Sono molte le località italiane che hanno avviato questa entusiasmante attività che ha avuto un ottimo riscontro e dei numeri, in termini di presenze, che hanno incoraggiato gli operatori a continuare la strada intrapresa. L’attività del pescaturismo è stata una proposta innovativa per rispondere alle esigenze di diversificazione dell’attività di pesca e per riqualificare una quota di mercato turistico in parte esistente, con l’aggiunta di una voce particolarmente interessante, il che è in perfetta linea con l’esigenza di politiche che rispondano ai criteri di un "Turismo responsabile".
PORTI TURISTICI E PORTI PESCHERECCI PORTI TURISTICI E PORTI PESCHERECCI
In Calabria ci sono quattro compartimenti marittimi: Crotone, Reggio Calabria, Gioia Tauro e Vibo Valentia. Lungo la costa calabra procedendo in senso orario, con partenza da Trebisacce sulla costa ionica, possiamo contare ben 28 “porti*” provvisti di posti per imbarcazioni sia da pesca che da diporto. In questi porti sono presenti vari servizi, dalla pompa carburante, all’acqua, all’elettricità, ai servizi di alaggio, con gru e officine.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 novembre 2007 )
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