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marted́ 13 novembre 2007 |
Pescare in Calabria Spinning in mare Fare lo spinning in mare significa pescare con l'artificiale. E' una tecnica semplice e divertente, non presenta troppi problemi di montatura o di trasporto di esche e attrezzi. I luoghi migliori per lanciare con l'artificiale sono le coste rocciose, ma in estate quando gli sgombri si fanno sotto costa, vale la pena di tentare anche dalle spiagge.
■ I plughi sono efficaci nelle insenature rocciose, in quei punti dove la superficie dell'acqua si frange. Predatori quali la spigola spesso stanno in agguato proprio in queste zone. Per il lancio dai promontori in baie sabbiose si dimostrano piu adatti i cucchiaini. Essendo di metallo lanciano bene e, recuperati velocemente, riproducono in modo credibile la scia luminosa lasciata da un pesciolino in fuga. I don't like using 100% on a table cell whe |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 06 aprile 2008 )
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marted́ 13 novembre 2007 |
Pescare in Calabria La pesca in buca
Tecnica tipica della pesca da scogliere artificiali.
Si pratica appunto nelle buche della scogliera, e consente di catturare pesci di piccola taglia quali ghiozzi, bavose, saraghetti, scorfani ecc. Lattrezzatura è veramente semplicissima: canna fissa di 4,50 m, rigida e robusta, senza galleggiante. Lenza dello 0,30 con un piombino da 10 g fermato verso il basso da una girella. Finale dello 0,20-0,25. Amo del 16. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 06 aprile 2008 )
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marted́ 13 novembre 2007 |
Pescare in Calabria La pesca coi palamiti
Occorre una barca. L'attrezzatura è semplice, composta da una lunga lenza, non inferiore ai 100 m di lunghezza e molto robusta. Questa lenza è formata da tre componenti: due bracci verticali, sorretti da galleggianti e uno orizzontale fissato con piombi all'estremità bassa, che porta tanti braccioli, quanti la stessa lenza ne può contenere (quasi sempre un centinaio), i quali terminano con l'amo.
I braccioli sono lunghi un metro e gli ami devono essere senz'altro robusti, del 2 o del 3. Arrivati a una certa distanza dalla costa, si assicura la parte iniziale della lenza madre a un grosso galleggiante, anche un grosso pezzo di sughero andrà bene. La parte terminale del primo braccio della lenza recherà un grosso piombo con grammatura in relazione alla lunghezza della lenza.
Ci si sposterà quindi con la barca (preferibilmente con l'aiuto di un compagno) mentre verrà fatto scivolare il resto della lenza in acqua, facendo attenzione a non ingarbugliare i braccioli.
All'estremità dell'ultimo di questi braccioli verrà fissato il secondo piombo, e quindi l'ultimo braccio di lenza che congiunge il fondo con la superficie, tramite un altro galleggiante.
Terminata l'operazione si ritorna a terra, e all'alba ci si ripresenta in zona per ritirare la lenza con il pescato. Come in tutte le tecniche della pesca in mare, è essenziale l'esperienza e la buona conoscenza dei punti di pesca. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 06 aprile 2008 )
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